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06

Ago 2019

Vuoi creare un sito E-commerce ma non sai da dove iniziare?
Oppure hai già un ecommerce ma non sta performando come vorresti?

In questa Mini-Guida ti espongo 10 punti che devi assolutamente sapere prima di intraprendere la strada del commercio elettronico.

Se hai a cuore tempo e denaro questa guida può farti risparmiare tanto evitando brutte sorprese causate dalla poca esperienza nel settore.

Inoltre con questa guida ti indirizzo verso il giusto mindset per prepararti a questa particolare avventura.

Sei pronto a far decollare il tuo e-commerce?

 

Indice

1. Informazioni fiscali.
2. Analisi di fattibilità.
3. Marketplace o CMS?
4. Integrazione gestionale.
5. Marketing.
6. Pricing & scontistica.
7. Resi.
8. Spedizioni
9. Post vendita.
10. Contenuti.





1. Informazioni fiscali.

In Italia per vendere online attraverso un e-commerce devi avere la partita iva, c’è poco da fare.

L’unica eccezione vale per chi vende occasionalmente e presenta questi precisi limiti:

  • 5.000,00 euro lordi di vendita annua
  • No piattaforme e-commerce proprietarie
  • Solo tramite marketplace (Facebook, Ebay, ecc...)
  • No pubblicità possibile

 




2. Analisi di fattibilità.

Prima di buttarti a capofitto in un negozio online ti consiglio vivamente di fare un’approfondita analisi, per non rischiare di fare un buco nell’acqua e di conseguenza perdere tempo e denaro.


Questo tipo di studio è sicuramente il primo investimento che devi fare... mica pensavi di non investire?

Sappi che dovrai mettere le mani più volte al portafoglio se decidi di intraprendere una realtà imprenditoriale, anche solo se vuoi vendere penne.

Del resto fare l’imprenditore è uno dei mestieri più rischiosi ma da certamente anche le sue soddisfazioni e non è per tutti.


Tra le cose che devi assolutamente analizzare ci sono:

  • Competitor
  • I tuoi vantaggi
  • Studio del prodotto
  • Studio mercato e trend
  • Studio target
  • Parole chiave


Competitor.
Il 90% dei clienti che incontro mi dicono sempre “no, noi non abbiamo dei competitor”, ma dico "magari non li avessimo!".

Purtroppo non è così, in 16 anni non mi è ancora successo, anche il nutrizionista per cani (esiste o già seguito in passato) ha i suoi competitor.

Studiare i competitor è importante per vedere cosa offrono e soprattutto con quale modalità.
Capire dove investono nella pubblicità, se sul SEO, sul Pay per Click, circuiti di affiliazione, co-marketing o altro.


I tuoi vantaggi rispetto i competitor.
Questa è la domanda chiave quando apri un’attività; quali sono i tuoi punti forti?
Sei molto forte nella logistica, nel servizio clienti o nella pronta consegna?
Non è solo il prezzo basso che attira il tuo target, ci sono altre modalità che possono essere stimolanti per il tuo target.


Studio del tuo prodotto.
Nelle grandi aziende se ne occupa il Product Manager a stretto contatto con l’ufficio marketing e ufficio commerciale.

Proprio questa figura si occupa di tutto il ciclo di vita del prodotto (Product Life Cycle, PLC), dall’ideazione, agli aggiornamenti fino alla sua uscita di produzione  e  ne definisce gli obiettivi commerciali.

Suo il compito di dare un nome commerciale al prodotto, vestirlo attraverso un packaging curato e distinguibile.
Il Product Manager inoltre studia le preferenze del consumatore e costruisce un prodotto cucito su misura per il suo target di riferimento, rendendo il prodotto unico per caratteristiche e qualità, quindi in grado di distinguersi dalla concorrenza.


Studio mercato e trend.
Il tuo mercato di riferimento cos’è un B2B (business to business) oppure un B2C (business to consumer)?
Quanto fa di fatturato il tuo mercato nella nazione in cui vuoi operare? E nelle altre nazioni?
Quali sono i trend del tuo mercato sulle richieste? Sono stagionali o costanti nel tempo?
Ha un trend in risalita o in discesa? E’ costante o spesso altalenante?

Parole chiave (keyword).
Quali sono le principali keyword con la quale gli utenti ti potrebbero cercare su internet? Qual è la media mensile delle ricerche? Quanti competitor si stanno già promuovendo a pagamento su queste keyword?

Inutile puntare su parole chiave che non hanno traffico di ricerca no?

 




3. Marketplace o CMS?

Anche il posto dove andrai a vendere i tuoi prodotti ha la sua importanza.
Principalmente hai 3 possibilità: marketplace, cms proprio e/o negozio fisico.

Tra i CMS e Marketplace per e-commerce più usati troviamo:

diffusione cms ecommerce

 

I Marketplace sono portali che hanno già la loro community e che offrono chiavi in mano la possibilità di aprirti il tuo negozio all’interno della sua piattaforma.

Tra i più famosi troviamo:

  • Amazon
  • Ebay
  • BigCommerce
  • Shopify

 

Vantaggi.

  • Costi contenuti a canone
  • Comunità di utenti già presente
  • Allacciamento con i sistemi di pagamento già predisposta
  • Nessun problema tecnico (tutto sarà gestito dal player in questione)
  • Pensi solo al tuo prodotto
  • Nulla da installare
  • Tempi brevi per vendere

 

Svantaggi.

  • Limitazioni grafiche sul proprio negozio online
  • Politiche su sconti, resi, tipi di pagamento limitate dal player

 

I CMS al contrario dei marketplace sono interi programmi web che devi scaricare, configurare, installare su un server pubblico e poi chiaramente fare un importazione dei prodotti e immagini.

Solitamente questi cms per ecommerce sono open source e gratuiti ma con l’assistenza ufficiale a pagamento.


Tra i CMS e-commerce più famosi troviamo:

  • Prestashop
  • Magento
  • Woocommerce (plugin di Wordpress)
  • OpenCart
  • Zen Cart

 


Vantaggi.

  • Totale personalizzazione
  • Il software base è gratuito

 

Svantaggi.

  • Costi alti (avrai bisogno di un programmatore web esperto di quel CMS)
  • Tempi più lunghi prima di vendere
  • Costi di manutenzione
  • Il marketing e la comunità dovrai costruirtela tu

 

 


Avere un Negozio Fisico nel 2019 non è sempre necessario. Valuta attentamente se ne hai una reale esigenza o puoi fare tutto online.




4. Integrazione gestionale.

Spesso il cliente ha già in pancia un gestionale e solo in una secondo momento decide di muoversi su internet tramite un e-commerce.

Se la situazione è questa occorre capire che modalità di integrazione offre il gestionale verso un e-commerce esterno.

Quello che ci interessa particolarmente per questa integrazione è cosa posso importare o esportare dal mio gestionale come prodotti, quantità a magazzino e prezzi?

E’ impensabile avere un attività commerciale e non avere un gestionale che gestisce tutti flussi del tuo negozio, dalle fatture, passando per le bolle,  fino ai prodotti in magazzino e la loro disponibilità.

Quindi un importante domanda che devo farti quando devi scegliere  un ecommerce è come fargli  integrare i dati del tuo gestionale.

 




5. Marketing.

La prima cosa che ti dico è che non basta creare un e-commerce per iniziare a vendere.

Una cosa che ti consiglio è di non slegare la fase iniziale della creazione del prodotto con il marketing.

Spesso quello che sento è questo “Abbiamo dedicato 6 mesi alla creazione del prodotto” ma ora che abbiamo finito vorremmo iniziare il marketing.

Niente di più sbagliato purtroppo!
Lascia che il marketing e  le ricerche di mercato influenzino le caratteristiche del tuo prodotto e che le stesse influenzino la strategia di marketing.

Questo approccio data driven è classico del Chief Growth Officer che si occupa di fare un prodotto sempre più in linea con le reali esigenze del cliente.


Nel 2019 non puoi improvvisare quando vuoi vendere un prodotto, non puoi non avere una strategia di marketing completa.

Affidati ad un’ Agenzia di marketing con esperienza sul campo se vuoi evitare di buttare soldi e tempo.





6. Pricing & scontistica.

Dopo che il Product Manager ha stabilito il prezzo intero, dobbiamo prevedere la politica per gli sconti.

Libro consigliato: Strategie di Pricing, H. Simon e D. Zatta, Hoepli


Alcune tipologie di sconti negli e-commerce:

  • spedizione gratuita oltre una certa soglia di spesa
  • offerta del giorno
  • offerte riservate a un pubblico esclusivo (es. fan di Facebook, clienti abituali, rivenditori )
  • sconto per gli utenti che si iscrivono alla newsletter
  • offerta speciale su un numero limitato di prodotti
  • sconto fisso/percentuale da sottrarre alla spesa totale dell’utente per singolo ordine
  • sconto valido per un singolo prodotto o per una categoria di prodotti
  • promozioni 3×2 o 1+1 tipica dei bundle

Cosa occorre specificare in ogni promozione:

  • date di inizio e fine validità
  • se cumulabile o no con altre iniziative
  • numero di utilizzi per coupon
  • numero di utilizzi per utente
  • tipologia di utenti per cui è valido.

Scegli sempre la giusta modalità di pagamento in base alle abitudini del tuo target.
Per approfondire questa tematica, visualizza tutte le modalità di pagamento e-commerce possibili in Italia.




 
7. Resi.

Scegli accuratamente la tua politica sui resi facendo bene i calcoli con i tuoi fornitori logistici.

Tieni presente che siamo in un periodo dove è ancora presente un forte scetticismo sugli acquisti online e diverse big company hanno usato come leva per combattere questo fenomeno di fare resi gratuiti.

Ovviamente non tutti i commercianti possono permettersi queste politiche che comunque sono molto onerose in Italia.





8. Spedizioni.

Se vendi un prodotto fisico che poi dovrai spedire sicuramente ti toccherà affrontare il tema logistico.

I costi di spedizione possono variare in base alla tipologia di prodotto spedito.

Solitamente i corrieri fanno delle offerte in base a:

  • Peso prodotto
  • Dimensione prodotto
  • Se la destinazione è nel sud italia o nelle isole
  • Quantità delle spedizioni giornaliere
  • Se spedisci solo in Italia o nel mondo
  • Se la spedizione deve essere assicurata


Quale fornitore utilizzare?
Se vendi dei prodotti che hanno le stesse caratteristiche, orientati sul fornitore che ti da maggiori vantaggi su quella tipologia.

Se invece vendi prodotti che hanno caratteristiche anche molto diversi tra loro o usi diversi corrieri in base al prodotto oppure (come spesso si fa) fai un forfait tra il costo più caro che potresti pagare e quello più basso.

 




9. Post vendita.

Ok sei riuscito a vendere il tuo primo prodotto, il tuo processo di vendita è finito?
Assolutamente no!

Purtroppo molti merchant si fermano a questo passaggio, ma la vera differenza inizia proprio dalla strategia dopo il primo acquisto.

Proprio in quest’ultima strategia infatti c’è un passaggio delicato ma fondamentale che ha lo scopo di fidelizzare il cliente, spingendolo appunto a comprare di più.

Un ruolo importante in questa fase lo può giocare il Brand Ambassador che con il suo carisma, i suoi network e la sua reale passione per  il nostro brand lo promuove sia online che offline alla sua cerchia di seguaci.

In base alla grandezza dell’azienda il Brand Ambassador può essere più o meno famoso (da micro-influencer ad influencer o vip).

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10. Contenuti.

I contenuti, sia immagini, video, infografiche o testi sono importanti per comunicare con i nostri visitatori.

Anch’essi devono avere un certo tone of voice (Tov) in linea con la personalità e i valori dell’azienda e i suoi clienti.

Il tono di voce è molto utile soprattutto per il rebranding ed è per questo che è importante sceglierlo bene ed usarne solo uno.

Se ben impostato permette al brand ora di avvicinarsi di più ai suoi clienti, ora di comunicare a un nuovo target, ora di cambiare posizionamento.

Il tone of voice al suo interno contiene:

  • Studio del target: fondamentale per capire con che stile parlare al proprio pubblico di riferimento.
  • Obiettivi di marketing: il ToV deve essere in  linea e facilitare questi obiettivi.
  • Parole giuste/da evitare: il ToV si esprime usando o evitando espressioni e contenuti capaci di rispettare fedelmente la personalità e i valori del brand.

 

Esistono varie tipologie di ToV come per esempio:

  • Professionale
  • Istituzionale
  • Amichevole
  • Colloquiale
  • Ironico
  • Sarcastico

e non solo.

 

 

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E’ tutto, ci vediamo al prossimo post e  buon business!


Erwin

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